Quante balle si raccontano in rete sui casting e le scuole di recitazione?

lunedì, agosto 2, 2010
By Gabriele Morelli
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La rete da luogo democratico per eccellenza, in cui regna il contraddittorio ed è sempre possibile un diritto di replica che nei media tradizionali quali giornali e televisioni non è consentito, si sta almeno in certi settori trasformando una sorta di zona franca in cui si raccontano balle, si enfatizza fino all’impossibile, si gioca con le parole, si cerca di far intendere fischi per fiaschi, insomma nascosti dall’anonimato oppure mascherati dietro a qualche sigla si crede di poter raccontare qualsiasi panzana.
A parte il fatto che un atteggiamento del genere sta a significare che tutti i possibili lettori vengono giudicati come dei perfetti imbecilli a cui si può raccontare di tutto, la cosa è oltremodo fastidiosa ed occorre secondo me cercare di arginare e circoscrivere il fenomeno.
Che Vanna Marchi abbia fatto scuola ormai lo abbiamo imparato, quello che alcuni pifferai invece forse non sanno è che Vanna Marchi ora è domiciliata presso le patrie galere. Noi non auguriamo la prigione a nessuno e non vogliamo diffamare nessuno, ci limitiamo a riportare messaggi pubblicati in rete e in in rete le cose pubblicate diventano di dominio pubblico. Ci accontenteremmo se alcuni personaggi esercitassero la loro arte in altri contenti, ad esempio nei mercatini rionali dove potrebbero allestire il loro banchetto e strillare a più non posso che la loro merce è più bella, più costosa, più interessante, più internazionale, amzi mondiale … e naturalmente la puoi pagare a rate.

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Volete qualche esempio ?

Se voi leggete: “notizie ed audizioni dalla rivista in edicola ….. “ , che cosa vi aspettate ? Come minimo che la rivista in edicola ci sia !!! Invece no, la rivista non è in edicola da oltre un anno !!!
Sarebbe più corretto scrivere “notizie ed audizioni dalla rivista che era in edicola un anno fa” … ma in questo modo la verità non sarebbe di nessun interesse.

Ugualmente ai pifferai non basta dire che aderendo alla loro proposta la fiction realizzata sarà distribuita sul web nei canali di video sharing quali youtube ed altri, per i pifferai la distribuzione sarà non su uno, non su due, nemmeno su tre, ma contemporaneamente su 100 canali digitali.
Ora, a parte il fatto che 100 canali digitali non esistono in natura e se anche esistono non importa asolutamente niente a nessuno di essere distribuiti su un sito in Mozambico o nel Kansas, certe sparate diventano veramente insopportabili: i portali di videosharing sono al massimo una trentina e tra questi quelli che contano qualcosa sono meno di 10.

Sono poi divertenti i giochi di parole per dire e non dire, facendo appositmente confusione tra puntata da 4 minuti e trailer, tra la tua scena che non si capisce dove sarà messa in onda perchè bisognerà vedere le due puntate da una parte e votare il miglio attore nel traile (!?!?) da un’altra parte. Evviva le cose chiare e trasparenti.

Riassumendo nella convinzione di fare una cosa urtile, considerato che la pubblicità comparativa è consentita finalmente anche in Italia:

- da una parte abbiamo una organizzzione che non sappiamo nemmeno come si chiama dato che una volta prende il nome di una rivista che non è in edicola da oltre un anno, un’altra volta diventa una scuola naturalmente con i migliori docenti intrnazionali, poi uno studio televisivo attrezzato con le più avveniristiche tecnologie superdigitali, full hd, 3D … forse anche 4D

- dall’altra abbiamo una semplice associazione che si chiama Casting Community, che ha una sede a Modena in via Emilia Ovest 141c, tel. 059-822333

- nel primo caso viene proposta la realizzazione di una fiction in due puntate da 4 minuti distribuita in 10, ma dico 10, in 20 mache dico 20, in 100 canali web

- noi molto più realisticamente diciamo che lo stage + fiction che stiamo proponendo avrà una distrubuzione in rete nei principali canali di viedeo sharing

- Nel primo caso di propone un costo di partecipazione di 490 euro (fino a due mesi fa era di oltre 2000 euro) e non si dice niente sulla proprietà del lavoro finito .

- Noi fatti i conti delle spese vive, dei costi tecnici per la troupe, delle spese organizzative proponiamo un costo di 350 euro, spostandoci noi nelle varie città e non pretendendo che chi vuole partecipare venga a casa nostra e dhiciriamo che la quota comprende anche un diritto di proprietà, uguale per tutti, su eventuali diritti che potrebbero maturare dalla fiction realizzata che sarà di almeno 4 puntate da 8 minuti l’una.

Chi preferisce comprare nel mercatino rionale in cui si fa a gara a chi le spara più grosse, ora almeno sa che cosa compra.
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