PREMIO NAZIONALE DI SCRITTURA TEATRALE “DIEGO FABBRI” EDIZIONE SPECIALE CENTENARIO
In occasione dell’ imminente celebrazione del centenario della nascita del noto drammaturgo e intellettuale forlivese Diego Fabbri(02/07/1911), il Centro a lui dedicato emana un bando di concorso rivolto agli autori teatrali, riconoscendo al testo vincitore un contributo per il suo allestimento pari a € 50.000,00.
Il Premio di scrittura drammaturgica Diego Fabbri si propone i seguenti obiettivi:
- favorire l’emersione di nuovi scrittori per il teatro.
- favorire l’allestimento del Testo vincitore
- favorire la circuitazione dello spettacolo a livello nazionale.
Il Premio di scrittura teatrale Diego Fabbri, dedicato al noto drammaturgo forlivese e la cui prima edizione risale al 2004, nasce dalla volontà di promuovere la nuova drammaturgia.
La peculiarità di tale premio risiede nella scelta del testo vincitore da parte di una giuria popolare su una rosa di elaborati selezionati da esperti del settore teatrale.
Per poter essere ammesso al concorso il testo deve essere originale, inedito e mai rappresentato.
I testi inviati al Centro Diego Fabbri a seguito della pubblicazione di un Bando nazionale, saranno dapprima vagliati da una giuria di studiosi ed esperti che ne selezionerà tre.
Questi ultimi verranno affidati ad attori e registi che li presenteranno in forma di lettura drammatizzata in tre serate al Teatro Diego Fabbri di Forlì, ove verranno sottoposti al giudizio di un’ampia giuria popolare che voterà al termine della rappresentazione dei tre testi, il che rappresenta la caratteristica distintiva di questo premio.
Il testo risultato vincitore da questa votazione popolare verrà affidato per la produzione ad una Compagnia professionistica che ne curerà l’allestimento e la sua circuitazione, fino almeno al raggiungimento di trenta repliche su territorio nazionale, condizione indispensabile per l’erogazione del premio.
Il premio giunto alla sua terza edizione, rappresenterà l’avvio ufficiale delle celebrazioni per il Centenario dalla nascita di Fabbri.
Nelle due precedenti edizioni sono pervenuti più di 400 elaborati provenienti da tutto il territorio nazionale; dimostrazione questa di una diffusa e fervente attività creativa in ambito drammaturgico che il premio intende, nello spirito di Diego Fabbri, valorizzare e portare in superficie.
IL BANDO PUÒ ESSERE SCARICATO CONSULTANDO IL SITO www.centrodiegofabbri.it
IL CENTRO DIEGO FABBRI
Frutto della collaborazione di più soggetti e persone, il Centro si basa su un’idea di fondo: promuovere e approfondire lo studio delle opere di Diego Fabbri, lavorare sui temi e le questioni vitali del teatro italiano e delle varie forme culturali, convocando studiosi, ricercatori, giovani che s’interroghino sul passato e sul futuro del linguaggio e del mestiere del teatro e dello spettacolo in genere. Negli anni Ottanta e Novanta la memoria di Fabbri nella sua città, Forlì, luogo ricco di esperienze e vocazioni teatrali, è stata mantenuta viva dall’Associazione “Incontri Internazionali Diego Fabbri”, che ha organizzato convegni e assegnato riconoscimenti a importanti autori contemporanei (Orazio Costa Giovangigli, Giovanni Testori, Mario Luzi, Julien Green, Ermanno Olmi, presidente della Giuria Carlo Bo). L’Università di Bologna, all’atto del suo decentramento romagnolo, istituisce con l’appoggio del senatore Melandri, un Centro di studi teatrali intitolato a Fabbri, afferente al Dipartimento d’Italianistica ma con sede a Forlì.
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La famiglia Fabbri contribuisce in modo determinante con la donazione nel 1996 dell’importante archivio del drammaturgo al Comune di Forlì, che nel 2000 inaugura il rinnovato Teatro comunale nel nome di Diego Fabbri. In data 1° giugno 2004 il Centro Diego Fabbri ha assunto la forma giuridica di Associazione, i cui soci sono, al momento, l’Università di Bologna, la Provincia di Forlì-Cesena, il Comune di Forlì, i rappresentanti della famiglia Fabbri, l’Associazione “Incontri Internazionali Diego Fabbri”.
CENTENARIO NASCITA DI DIEGO FABBRI
«L’arte è per sua natura sociale. Si scrive, si dipinge, si scolpisce per gli altri, pur esprimendo l’essenza più profonda di sé. Però, proprio perché sento l’arte come un fatto sociale, auspico che l’artista sia “apolitico” nel senso di sentirsi svincolato dai singoli partiti, di sentirsi invece posto al servizio dell’uomo, che è, sì, anche un animale politico, ma non soltanto politico. Direi che l’eccellenza dell’uomo risiede proprio in ciò che di meno politico è in lui, cioè in quel tanto di assoluto, in quella fiammella di eterno che si sente dentro. Credo che l’artista debba operare per svegliare e dilatare questa scintilla di assoluto che è in tutti, e che ci fa veramente uomini» (Diego Fabbri, Il Tempo, 18 aprile 1959)
Le celebrazioni del centenario della nascita di Diego Fabbri, uno dei drammaturghi di rilievo del Teatro italiano del Novecento, vogliono cogliere l’occasione per ripercorrere l’itinerario intellettuale e culturale di questo artista, sottolineando i caratteri distintivi della sua opera.
Diego Fabbri, infatti, è stato uno dei più lucidi testimoni, di ispirazione cattolica, della cultura italiana ed internazionale, aperto alle sollecitazioni che a suo giudizio potevano rappresentare, al di là di ogni barriera ideologica e politica, un fertile contributo alla discussione e alla crescita etica e culturale del nostro Paese.
La sua produzione artistica ha attraversato diversi generi e mezzi d’espressione: il teatro, la radio, la televisione, il cinema, il giornalismo.
Ciò dimostra anche la versatilità e la curiosità intellettuale dell’uomo e dell’artista. Infatti egli ha occupato dei ruoli importanti all’interno di istituzioni quali l’E.T.I.(di cui fu Presidente dal 1970 fino alla morte); il Sindacato Nazionale Autori Drammatici ( che fondò insieme a Ugo Betti, Sam Benelli e Massimo Bontempelli); il Centro Cinematografico Cattolico (di cui fu anche presidente fino al 1950); la prestigiosa rivista Fiera Letteraria (insieme con Vincenzo Cardarelli e Ignazio Silone e di cui fu anche direttore); il C.I.S.A.C.; la rivista Il dramma (che diresse dal 1977 fino alla sua morte).
Inoltre è stato direttore artistico del teatro La Cometa di Roma e ha collaborato con il Piccolo Teatro di Milano.
L’insieme di queste prestigiose collaborazioni ed attività impongono una riflessione sul valore ed il significato del contributo dato da Fabbri alla maturazione civile ed intellettuale dell’Italia del dopoguerra.
Lo scopo che ci proponiamo è di coinvolgere a diversi livelli e con diversi linguaggi esperti e studiosi del teatro, del cinema, della comunicazione (televisione e radio) e della mediazione culturale con l’intento di evidenziare l’attualità e l’importanza, nonché favorire la riscoperta, dell’opera di questo intellettuale.
L’occasione del centenario non deve perciò risolversi semplicemente ed unicamente in una celebrazione una tantum. Si vuole infatti dare vita ad un lavoro specifico, approfondito e proiettato nel futuro che abbia diverse finalità:
la diffusione della conoscenza dell’opera e del pensiero di Diego Fabbri;l’avvio di un “ percorso” che possa articolarsi nel tempo, attraverso una serie di “eventi”, capaci di contribuire alla crescita culturale ed intellettuale della persona, con particolare attenzione alla formazione delle nuove generazioni.
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