Non è colpa mia. Io ce la metto tutta, ma non riesco proprio ad essere d’accordo con i signori casting director.

domenica, agosto 22, 2010
By Gabriele Morelli
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Mi è capitato di rileggere recentemente, su un giornale che dice di occuparsi di casting, la “bibbia dello spettacolo” che da oltre una anno non è più in edicola, un’intervista a Franco Alberto Cucchini sull’utilizzo di showreel nella promozione dell’attore.

Ad un certo punto si legge “Il momento principale per la scelta della persona che interpreterà un determinato ruolo resterà sempre e comunque il provino. Questo momento fondamentale va deciso attraverso altri mezzi, non in base agli strumenti di promozione, ma sicuramente un buon showreel dà quell’aiuto in più per arrivarci.”

Che il provino sia fondamentale nessuno lo discute, anzi.
E’ quel “… va deciso attraverso altri mezzi” che preoccupa. Quali mezzi ? Qualche maligno potrebbe pensare subito alle raccomandazioni, alle conoscenze personali, alle segnalazioni della solita agenzia oppure, nel migliore dei casi, all’utilizzo esclusivo del proprio database ignorando in modo ostinato ogni nuova proposta.

E’ possibile che questi “altri mezzi” vengano finalmente dichiarati pubblicamente, qualsiasi essi siano ?
Dalle esigenze della produzione, alle fisime del produttore, alle manie del regista, alle direttive derivanti dai piani di lavorazione, ai budget disponibili, alle esigenze marketing, ecc.
Oggi si sta verificando, per stessa ammissione dei signori casting director, quello che noi diciamo e sosteniamo da anni.
Oggi che i casting director rilasciano interviste, pubblicizzano la loro attività, organizzano corsi e workshop per insegnare come partecipare ai provini – senza però mai effettuare provini alle stesse persone a cui hanno insegnato come partecipare – sta emergendo, sono loro stessi ad ammetterlo, che l’intero sistema casting in Italia è chiuso e ripiegato su sé stesso.

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La cosa più interessante è però analizzare il rapporto tra mentalità del casting director e tecnologie informatiche e multimediali. Più avanti nella intervista si legge:” …. noi gestiamo un numero spropositato di persone ed i nostri computer subiscono un rallentamento per l’utilizzo della rete da parte di tutti nell’ufficio; personalmente non riesco a visionare diversi attori attraverso internet: ci vuole tempo per scaricare e visionare il materiale. E’ quindi un’ottima idea utilizzare un supporto DVD da consegnare di persona o da spedire.”

Qui arriviamo al film comico! Chiunque abbia un minimo di conoscenza e dimestichezza con un ormai banalissimo computer sa che il rallentamento per “l’utilizzo della rete da parte di tutti nell’ufficio” è minimo e non incide più di tanto sulla produttività del casting director che, diciamolo chiaramente, non è elevatissima.
Se vogliamo prenderci in giro possiamo farlo, meglio durante una cena in un buon ristorante, ma se parliamo seriamente allora qualcosa tocca da qualche parte.

Ma che razza di computer usano questi casting director ? Mi dispiace che Franco Alberto Cucchini, che conosco e apprezzo, rilasci dichiarazioni come “meglio un DVD da consegnare di persona o spedire”.
Il supporto DVD andava bene anni fa e noi siamo stati tra i primi a proporre di realizzare showreel in DVD.
Oggi non è più attuale, non è più lo strumento principale da utilizzare.
Su internet sono ormai centinaia i siti di video-sharing che offrono ottimi servizi di condivisione di video, con un buon livello di qualità, consentendo a chiunque di uplodare i propri video, prelevare il codice per il player ed inserirlo sul proprio sito. I siti efficienti che offrono database online fanno ormai un’abbondante utilizzo di tali strumenti abbinando curriculum, foto e showreel.

Chiunque, anche un casting director, può quindi costruirsi un proprio canale video online in cui aggregare showreel e video di presentazione e consultarli quando meglio crede, senza doverli scaricare..
Infine il tempo necessario per collegarsi ad un database online è decisamente inferiore al tempo necessario per prendere un DVD, toglierlo dalla custodia, infilarlo nel lettore ed iniziare a guardarlo.

Il problema è decisamente un altro: hanno voglia o no questi signori casting director di utilizzare finalmente strumenti idonei a qualificare il loro lavoro e, contemporaneamente utili per attivare nuove sinergie, muovendosi finalmente sul piano dell’innovazione ? Hanno voglia o no di scoprire che forse gli aspiranti attori sono più bravi di quelli che vediamo quotidianamente nelle fiction italiane e che loro, proprio i signori casting director hanno scelto?

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One Response to “Non è colpa mia. Io ce la metto tutta, ma non riesco proprio ad essere d’accordo con i signori casting director.”

  1. Dave

    Mai articolo poteva essere piu azzeccato sulla situazione attuale di casting e provini (in italia, tengo a precisare). Sono bravi a parole, ma nella pratica.. Gran parte di quell’ambiente nemmeno conosce bene il mondo della rete, e cosa ben peggiore non sembrano aver intenzione di conoscerlo. Oltre al fatto che evidentemente preferiscono riscaldare le stesse minestre, gli stessi attori, piuttosto che scoprirne attivamente di nuovi.

    #1685

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