Scuole di recitazione: se le conosci, le eviti
Settembre, tra poco riaprono le scuole elementari, medie, ecc. e riaprono anche le scuole di recitazione. I venditori di corsi biennali si sono già attivati attraverso il meccanismo delle “audizioni” per accedere ai corsi, cercando in questo modo di far credere che esiste una selezione per avere il privilegio di entrare nella scuola e poter pagare rate mensili abbastanza alte per un paio di anni.
In realtà queste “audizioni” non sono altro che dei colloqui in cui si fa di tutto per convincere il povero aspirante attore che quella è proprio la scuola adatta per lui, la scuola “fondamenta …. le” per la sua preparazione artistica.
Ora, se le scuole medie e superiori, con la scarsa e scadente preparazione che offrono, sono una tappa che ci tocca superare per poter diventare grandi, le scuole di recitazione al contrario possiamo valutarle e conoscendole evitarle.
Chi mi legge da qualche tempo sa che mi esprimo, senza usare nikename, in modo sempre diretto. Sulla questione delle scuole di recitazione vorrei essere se possibile ancora più chiaro: le scuole di recitazione non vanno scelte, vanno evitate con cura.
Intanto la formula del corso biennale rappresenta uno straodinario spreco di tempo e di soldi. Si va da un minimo d 2.500 euro fino ad oltre 7 mila euro annuali, con in più le spese per vivere a Roma o Milano.
Il caso più dispendioso è quello di una piccola scuola romana che propone un corso biennale strutturato in due ore al giorno per due anni. Veramente una brillante idea: il massimo dello spreco di tempo e denaro, due ore al giorno di lezione per due anni. Lo voglio ripetere: due ore al giorno per due anni !!! La scuola in realtà è così ottimizzata al massimo, ma per i docenti e la gestione, che facendo turni di insegnamento possono così puntare ad un numero elevato di iscritti. Poco impegno, massimo profitto economico, massimo spreco di tempo e denaro per gli icritti, nessun apprendimento.
Quale può essere la conclusione ? Una sola: se la conosci la eviti.
Altrettanto sono da evitare le scuole ad orario scolastico tradizionale, con frequenza obbligatoria, sempre per due anni. In questo caso si supera il costo di 7 mila euro all’anno, ma soprattutto si impara poco, si lavora con metodi didattici antichi e si arriva alla fine del percorso senza aver accumulato una esperienza reale.
Oggi ognuno può essere protagonista della propria formazione, può utilizzando alcuni servizi online, imparare a scegliere il meglio delle offerte di contenuti fruibili direttamente online attraverso internet.
Prima di farvi del male iscrivendovi a scuole che ancora svolgono una didattica vecchia e noiosa cercate di informavi bene e soprattutto di valutare quali possono essere le alternative ai corsi biennali tanto enfatizzati tramite le “audizioni” per essere ammessi.
Questa estate abbiamo visto su un piccolo sito che qualcuno ha fatto i compiti delle vacanze, annoiandoci con delle tesine su Vittorio Alfieri che come tutti avvertiamo fortissimamente è di grande attualità. Questi sono i metodi migliori, quasi cercati appositamente, per allontare i giovani dalla cultura e dal teatro.
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Ritornado alle scuole di recitazione vorrei chiudere con un’ultima nota: se non avete una fortissima predilezione per il teatro, quasi una vocazione al teatro, evitate con cura di iscrivervi a scuole che hanno una impostazione prevalentemente teatrale: possono fare dei danni irreparabili.
Stanislavskij, inventore di un metodo di “allenamento” dell’attore e non di “formazione” dell’attore, metodo elaborato ai primi del 900, riadattato, corretto, modificato, ecc. è ancora troppo usato ed abusato nelle scuole di recitazione con danni enormi sulla formazione professionale e culturale di quelli che non saranno mai, seguendo questi metodi, attori professionisti.
Oggi abbiamo bisogno di attori nuovi, con una preparzione multimediale, capaci di essere imprenditori del proprio talento, capaci di progettualità oltre che di abilità gestuali, capaci di lavorare con i nuovi media, capaci di interagire anche tramite strumenti web con altri, per proporsi e produrre fuori dalle vecchie intermediaioni. Non fatevi lusingare dai venditori di corsi biennali, da chi tenta ancora di merciare metodi didattici che ormai sono fondi di magazzino, da chi sostiene, senza peraltro avere mai provato personalmente che la formazione teatrale è l’unica che realizza un attore completo e capace di fare tutto. Semplicemente non è vero e quando si lavora con una telecamera spesso occorre togliere all’attore teatrale tutto quello che c’è di sbagliato nella sua peparazione.
Ci sono addirittura forum, con moderatori nati vecchi, che descrivono gli esercizi teatrali “mettetevi in cerchio, guardate un funto fisso … cominciate a muovervi … senza mai togliere lo sguardo dal punto fisso …. appena sentite un qualsiasi rumore fermatevi e rimanete immobili… “
Mandami una email e di queste stupidggini ve ne posso spedire una decina ogni giorno.
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Complimenti per il post, lavoro in questo mondo da dieci anni e confermo pienamente la tua idea. Tanti soldi, troppi per metodi obsoleti e inutili, il risultato è la perdita dei talenti freschi e la presenza di attori che anche nel piccolo e grande schermo recitano come se fossero in un teatro mancando di realismo. La dinamicità e la voglia di imparare dai nuovi strumenti (alcuni non hanno ancora capito che esiste il digitale, inteso come filosofia di lavoro, e la post produzione!!)sono elementi fondamentali in questa era 2.0. Dunque, ok studio accademico, ok la dizione, ma ricordiamoci che tutto parte da noi stessi e dalle nostre passioni, una volta c’era Walter Chiari a fare scuola di realismo…oggi?
A volte resto sconcertato dalla facilità con cui si accomunano i “ciarlatani” a caccia di denaro con chi lavora con passione e onestà! Dirigo proprio una di quelle scuole (Storica tra l’altro e basata sul vituperato Metodo Stanislavskij usato anche – in modo ossessivo a volte, concordo – dall’Actor’s Studio, che siamo stati i primi a introdurre in Italia dal 1946!) biennali con i colloqui di ammissione. Però, oltre al numero chiuso e alle porte chiuse dopo 6 settimane anche se ho ancora 10 posti su 16 massimo – tanto per chiarire che non è il denaro che ci ha guidato in 64 anni, ma la passione per la RECITAZIONE (lo scrivo maiuscolo perché è SACRA!) – li faccio per accertare la “normalità” dei candidati in vista della vita di gruppo e per “dissuadere” chi non è motivato e non per spillare soldi o per far credere che è un privilegio, tant’è che anche con 6 al Colloquio si possono iscrivere (ma almeno 6 deve essere!).Per quanto mi riguarda, inoltre, il Metodo è una “via”, come il “tao”, che ognuno percorre ed elabora (mi permetto la presunzione!) a seconda dei tempi e della propria sensibilità.
Tutti hanno diritto alle proprie opinioni, ma francamente un giudizio così generale e drastico da chi non ha alcun “titolo” per darli (ma non lo accetterei neanche da Laurence Olivier o Dustin Hoffmann)è sconcertante! Inoltre, sono purtroppo costretto a rimarcare che i “giovani talenti” senza scuola che si vedono, raramente evitano di produrre mal di pancia imbarazzanti, mentre i migliori e i più motivati che sono usciti da me, sono apprezzati da tutti (tanto per esempio, dei Diplomati 2007, uno ha già lavorato con Calenda e un altro è a NY assistente di Enrico Maria Lamanna con cui lavora già da appena uscito). Se qualcuno fa fare le tesine su Alfieri, non vuol dire che lo facciano tutti! E se un attore dice che ha fatto Teatro e gli dicono che non è “vero” o “naturale” – ovviamente in un contesto ove sia richiesto-, vuol dire solo che ha avuto un cattivo Maestro! Sempre secondo me. Anch’io amo parlare chiaro! Grazie. Luigi Rendine, Direttore, Docente e Regista dell’Accademia d’Arte Drammatica “Pietro Scharoff”.
Ci risiamo con l’Actor Studio ed il metodo Stanislavskij !!
Si può essere seri, onesti, lavorare con passione sbagliando e perseverando nello sbagliare. Patetica la citazione di qualcuno che (forse) ha ottenuto qualche risultato. Apprezzo l’ammissione di colpa: aver introdotto in Italia, insieme ad altri, troppi, un metodo di allenamento dell’attore che ancora oggi viene spacciato come formazione. E la scuola di recitazione che non ha senso, scritta in maiuscolo o in minuscolo.
Signor Morelli
ho letto con interesse il suo commento. Lei dà giudizi molto severi riguardo le scuole di recitazione. Poichè io sono un giovane che aspira a diventare attore, qual’è il suo consiglio? Come posso avere delle basi non facendo riferimento ai “corsi biennali” di cui lei parla? Grazie. Paolo.
Senza ombra di dubbio sono sicuramente da preferire gli workshop e gli stage fullimmersion, innanzitutto non sono dispersivi come i corsi biennali, c’è una buona varietà nell’offerta formativa e consentono di gestire al meglio la propria preparazione. Alcuni stage intensivi da distribuire in un periodo di tempo, possono essere una valida alternativa. Infine costano molto meno, li scegliamo sulla base dell’ndamento dello stage precedente, quindi abbiamo un maggior controllo sulla nostra formazione.
Salve signor Morelli
Ho letto qui questo suo commento,visitato la sua pag di facebook e letto nelle sue info che ha lavorato per il centro sperimentale di cinematografia di cui personalmente ho sentito parlare molto bene.
Io sono un adolescente aspirante attore , vivo a milano e nel cercare sul web qualche corso di recitazione ho trovato e letto questa pagina ma adesso sono confuso ,non so più se fidarmi a fare un corso però nello stesso tempo vorrei avvicinarmi al mondo della recitazione..quindi potrebbe consigliarmi un alternativa per imparare a recitare?Io credevo bastasse un corso (al mas per es.)e poi iscriversi a qualche accademia(dopo il liceo)ma so anche che difficilmente si riesce poi a emergere senza raccomandazione in italia..che mi consiglia di fare a questo punto?
Anonimo.
Ecco, appunto! Se volete evitare una scuola, evitate quella del docente, direttore, regista Rendine.
F.to: Uno che l’ha frequentata ed è scappato via.
PS: Lo sai il soprannome che vi guadagnaste te e de robertis, grazie
alle grottesche ciarlatanate di cui vi rendevate protagonisti? Il
gatto e la volpe!
Ps di Ps: Ti consiglio un corso accelerato di italiano, perchè scrivi
da cani!!!
Ciao a tutti, sentite io ho 21 anni e non ho nessuna esperienza teatrale (della serie nn è mai tardi per cominciare). ho voglia di iscrivermi ad un corso di recitazione e prima di leggere questo articolo avevo trovato una di queste scuole biennali ke mi sembravano interessanti, ma se a conti fatti mi dite ke sono piu distruttive che costruttive, non è che sapreste indicarmene una buona a cui io possa iscrivermi data la mia (non) esperienza?
vi lascio il mio e-mail:
alex_ok@hotmail.it
Nessuna scuola con corsi biennali ma il mio coniglio è quello di scegliere degli stage intensivi, durano 2, 3 giorni, nel weekend, costano molto meno e nei puoi scegliere diversi programmandoli durante l’anno. Non si perde tempo e si impara di più.
Anche a te lo stesso consiglio.
Nessuna scuola con corsi biennali ma degli stage intensivi, durano 2, 3 giorni, nel weekend, costano molto meno e nei puoi scegliere diversi programmandoli durante l’anno. Non si perde tempo e si impara di più.
Ciao, concordo con quanto dici più o meno.
Ho frequentato una scuola romana che da subito portava i ragazzi a recitare in un teatro anzichè mettere in scena un piccolo saggio semplice e poco impegnativo per il neofita. La scuola pretendeva che gli stessi attori vendessero molti biglietti per ripagare l’afffitto del teatro e per fare pubblicità alla scuola. Inutile dire che giá il corso aveva un costo e che lo spettacolo aveva un costo (per recitare alla fine dell’anno bisognava pagare altri soldi). Altra cosa che ho notato è stata una sorta di seduta psicologica di gruppo dove ogni allievo doveva raccontare di se’ a tutti, anche andando molto a fondo. La cosa non mi è piaciuta e mi sono reso conto che la metà degli allievi andavano dallo psicologo giá a meno di trent’anni. Potete immaginare la situazione delicata su cui facevano leva. Per concludere, ho notato il tipico atteggiamento violento di quei gruppi che ti osannano quando sei parte del gruppo e che ti odiano e non ti rivolgono più la parola qualora tu volessi mollare, anche per motivi giustificati.
Insomma, bene recitare, ma fare molta attenzione alla scelta… Pensate più a divertirvi.
Marco